
DemocraziaViva
Un mondo liberale, non autocratico
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e meno autocratico
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Seduti sulle spalle di giganti
Libri
Guido Salvini - Pendragon, 2026
In questo libro, che non è il solito saggio sul mondo dei tribunali né un elogio di chi vi opera, Guido Salvini propone un memoir intenso e introspettivo. Con toni a tratti onirici, ripercorre quarant’anni trascorsi al Palazzo di Giustizia di Milano, cuore del sistema giudiziario italiano. Seguendo le orme dei suoi modelli – il nonno medico, impegnato contro la tubercolosi che affliggeva le classi povere, e il padre, magistrato indipendente e illuminato – rivive casi e incontri che hanno segnato la sua carriera, cercando di cogliere l’essenza di ogni persona senza più dover emettere sentenze: dai terroristi di destra e sinistra agli estremisti islamici, dagli assassini comuni ai calciatori corrotti conosciuti a Cremona. Per dare un senso a queste storie, sceglie una narrazione diretta, lontana dal linguaggio astruso dei codici e delle udienze, con una prosa viva e spontanea che richiama le letture giovanili su cui si è formato.
Carlo Nordio - Ed. Guerini e Associati, 2026
Separazione delle carriere, ridefinizione dell’autogoverno della magistratura, nascita di un’Alta Corte disciplinare. Qual è la posta in gioco della Riforma costituzionale? Questo testo rappresenta a tutti gli effetti il capitolo conclusivo di un lungo percorso iniziato quasi trent’anni fa con la pubblicazione, nel 1997, del volume Giustizia. Ripartendo dalle fragilità strutturali che già allora segnavano il nostro sistema giudiziario, Carlo Nordio ricostruisce con lucidità le incoerenze che hanno accompagnato l’introduzione del codice Vassalli e la sua difficile convivenza con una Costituzione modellata su un impianto del tutto diverso. Ne emerge un quadro sorprendente, in cui contraddizioni normative, carriere unite e logiche correntizie hanno progressivamente minato la fiducia dei cittadini nella terzietà del giudice e nell’imparzialità dell’accusa. Questo testo illumina ciò che troppo spesso resta nascosto dietro sigle, tecnicismi e scontri corporativi. Una riflessione necessaria, che interroga chiunque creda che la Giustizia sia il cuore vivo di una democrazia.
Ermes Antonucci - LiberiLibri, 2021
Venti storie esemplificative di vittime della gogna mediatico-giudiziaria. Ne sono protagonisti volti noti ma anche persone comuni, a conferma che il virus di questa gogna devastante, come qualsiasi altro virus, non guarda in faccia a nessuno.
Enzo Tortora - Pacini Giuridica, 2016
A quasi trent’anni dalla morte di Enzo Tortora, la sua compagna Francesca Scopelliti consegna alla memoria degli italiani una selezione delle lettere che il celebre giornalista e presentatore televisivo le scrisse dall’inferno del carcere nel quale era stato sbattuto per “pentito” dire. Arrestato nel 1983 per associazione camorristica e spaccio di droga, la star amata da decine di milioni di italiani vive in quei giorni l’incubo di una giustizia ferma al Medioevo e promette di battersi fino all’ultimo non soltanto per affermare la sua estraneità alle accuse ma anche per denunciare le aberranti condizioni di vita dei detenuti. Promessa mantenuta: Enzo Tortora diventerà di lì a poco il grande leader politico della battaglia per una giustizia giusta, culminata con la vittoria schiacciante (poi tradita dal Parlamento) del referendum per la responsabilità civile dei magistrati.
Aprite questo libro: sentirete l’urlo di un innocente straziato dall’assenza di diritto e di verità. Leggete queste lettere: traboccano di incredulità e indignazione, ma anche di dolcissimo amore per la sua Francesca. Scoprirete così di non poter restare indifferenti alle parole – purtroppo ancora attuali – di un detenuto dalla coscienza limpida e libera che lancia la sua accusa a magistrati prigionieri di un teorema giudiziario e a giornalisti corrivi con la Procura di Napoli, ingabbiati dal pregiudizio e dalla malafede.
Il volume nasce dall’incontro di Francesca Scopelliti e della Fondazione Enzo Tortora con l’Unione delle Camere Penali Italiane e si propone come uno strumento utile a continuare la straordinaria battaglia politica che un uomo retto e coraggioso ha combattuto fino all’ultimo insieme al suo Partito radicale per l’affermazione della responsabilità civile dei magistrati, della terzietà del giudice, della separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante nonché della cultura di un processo penale che non venga inquinato dal circo mediatico-giudiziario.
Carlo Nordio - Ed. Guerini e Associati, 2022
Quindici anni fa l’ottanta per cento degli italiani confidava ancora nei magistrati. Oggi, dopo gli ultimi scandali emersi nella Procura di Milano, le faide tra le correnti interne e gli innumerevoli episodi di protagonismo dei Pm, non solo la percentuale è crollata, ma a documentare la sfiducia dei cittadini è anche un mezzo milione di firme raccolte per il referendum «Giustizia giusta». Indipendentemente dalla formulazione dei quesiti, imperfetta e spesso incomprensibile, il messaggio sottostante è chiarissimo: occorre una rivoluzione copernicana del sistema giudiziario, perché il tempo sta per scadere. Siamo ormai all’ultimo atto.