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Perché è ragionevole votare un giusto Sì

Cosa occorre per ripristinare una giustizia più imparziale e meglio protetta da interferenze politiche e associative in Italia. 

La riforma e le obiezioni spiegate punto per punto in modo semplice*.

Inoltre una tabella di confronto puntuale, tra il testo ora vigente e il testo modificato.

 

La riforma in pillole

18 pagine - A cura del Centro Studi Livatino

 

* Fonte: Gli argomenti del SÌ alla luce di quanto scritto nella legge di riforma. A cura del Centro Studi Rosario Livatino, sul cui sito si trova una versione audio del testo. 

 

La separazione delle carriere è da sempre una battaglia politica della sinistra socialista, radicale e liberaldemocratica. Il sistema democratico si sorregge sulla separazione dei poteri, sul voto dei cittadini e sui controlli.
Il potere legislativo è nel Parlamento eletto, e legifera con il controllo della Corte costituzionale.
L’esecutivo è eletto direttamente con il voto (sindaci e presidenti delle Regioni) e al Governo le coalizioni che si sfidano indicano il futuro presidente del Consiglio. I controlli sono ampi: Corte dei conti, Sovrintendenze e la stessa magistratura.
Il potere giudiziario lo esercita la Magistratura, non sono eletti e non hanno controlli, salvo loro stessi e le loro correnti entro una unica associazione privata. Una casta che si autoassolve. 
Un vulnus democratico per chi decide della libertà e dei diritti dei singoli cittadini.
Le ragioni storiche di questa anomalia stanno nella volontà dei costituenti di dare totale indipendenza alla magistratura dopo le aberrazioni del fascismo (il processo farsa a Chieti per il delitto Matteotti). 

Dopo 80 anni di democrazia è di uscire dal post-fascismo, ed è anomalo che sia la destra a farlo assumendo una battaglia storica della sinistra non comunista. È anche la conferma del precipizio culturale e politico della sinistra di oggi.